Attrarre, acquisire e sviluppare i talenti. Le tendenze per il 2023 – Parte 2

Eccoci, dunque, al secondo articolo su come attrarre e sviluppare i talenti, che riprende l’analisi della società internazionale di consulenza Korn Ferry, sulle principali tendenze e priorità in quest’ambito per il 2023.

Nel post della scorsa settimana ci siamo concentrati su:

  • Trend #1: Spostarsi all’interno invece che altrove
  • Trend #2: Il rapporto di lavoro è una relazione a lungo termine
  • Trend #3: Executive e professionisti assunti per periodi limitati

Vediamo ora gli altri quattro imperativi.

Trend #4 – Smart working: produttività ok, ma la cultura?

Il tema della produttività nel lavoro da casa è stato smarcato da tre anni di esperienza a riguardo. Però, se è ormai dimostrato che lo smart working permette efficienza e flessibilità persino maggiori, resta aperta una domanda fondamentale: come può l’organizzazione continuare a mantenere viva e coltivare la cultura aziendale?

Forzare il completo ritorno in ufficio potrebbe avere effetti negativi sui risultati. Una survey di Korn Ferry mostra infatti che:

  • Il 79% dei professionisti ritiene che, rientrato in sede, lavorerebbe nel complesso meno ore di quanto fa normalmente da casa
  • Il 64% pensa che ci sarebbe un impatto negativo sulla propria salute psicofisica

Un modello ibrido può sicuramente risolvere questo dilemma e coniugare la libertà del lavoro in remoto con i benefici della presenza in ufficio, quali l’accesso alla formazione e lo sviluppo delle relazioni interpersonali.

L’azienda – e tu stesso, se hai responsabilità di un gruppo o di una unità – dovrà attentamente considerare le necessità organizzative, i ruoli, le dinamiche lavorative, ma anche la propensione dei dipendenti e specifici casi individuali. Sarà di conseguenza possibile strutturare le presenze in sede, e la collaborazione delle persone: la stessa ricerca indica, infatti, che l’84% dei professionisti è disponibile a contribuire al successo dell’implementazione di un modello ibrido di lavoro.

 

Trend #5 – Dallo squilibrio tra la vita e il lavoro, alla loro integrazione

Uno dei rischi dello smart-working è l’invasione di ogni momento della giornata (e della serata) da parte degli impegni lavorativi. Questo fenomeno è frequente e si dimostra fonte di stress a volte insopportabile. D’altra parte, i professionisti apprezzano la flessibilità che il lavoro da casa può fornire: ma le persone devono poter stabilire un confine che protegga i loro impegni privati dalla prepotenza delle richieste lavorative e avere dei manager che riconoscano il valore di questo approccio.

Distribuire i tempi lavorativi in modo più fluido permette di prendersi cura di alcuni impegni personali durante la giornata ed è un elemento di motivazione e uno strumento di retention; ma, in questo mondo globalizzato, può essere estremamente utile anche all’azienda, che secondo il bisogno potrà avvalersi della disponibilità dei professionisti anche in orari meno convenzionali, guadagnando in efficacia ed efficienza.

Trend #6 – Il ritorno all’ovile

Quando il mercato del lavoro è fiorente, anche la dinamica delle uscite dalle aziende è vivace, e si ricercano posti più promettenti, meglio pagati, o anche si cavalcano certe tendenze della new economy o si intraprendono attività professionali autonome.

Se poi insorge un periodo di sofferenza economica, ci si trova a dover rivedere la propria situazione individuale, e magari alcuni errori di valutazione del passato… In tal caso può capitare di guardare indietro, alla precedente occupazione, e di bussare alla porta della vecchia azienda.

Questa tendenza, sicuramente più forte nei paesi anglosassoni, che hanno una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, può dare qualche spunto interessante anche a noi. Un professionista che si muove già bene in azienda e di cui conosciamo le competenze può essere un grande vantaggio, in certe posizioni, e preferibile a un nuovo assunto. Oppure può essere prezioso per un lavoro a tempo determinato in un progetto specifico.

Il mio suggerimento è quindi di non perdere di vista certi ex-colleghi ad alto potenziale, o con skill specifici, perché potrebbero essere ottimi candidati per un rientro in azienda.

 

Trend #7 – La gestione del personale necessita di planning più accurato

Sembra un’ovvietà, ma avrai visto fin troppe volte i risultati della gestione approssimativa delle risorse umane dell’azienda! C’è crisi, si taglia il personale in modo indiscriminato al livello appena sufficiente per rimanere a galla; poi, appena si allenta l’hiring freeze, si ricomincia ad assumere in modo selettivo, poi un po’ di più, fino alle prossime difficoltà e così via…

E qual è l’effetto di questa politica “a elastico” sul personale che rimane in azienda dopo i tagli? Workload eccessivo, confusione nei ruoli, senso di incertezza, stress, fino ad arrivare all’ esaurimento e talvolta all’abbandono dell’azienda. Il 40% delle uscite volontarie è dovuto al burnout del dipendente, la sostituzione del quale può costare complessivamente dal 120% al 200% del suo salario originale!

Occorre dunque mettere in atto delle politiche più accurate di pianificazione: valutare scenari futuri, sviluppare piani più “smart” che permettano alle organizzazioni di gestire in modo flessibile il rischio di crisi, ma anche le fasi di ripristino e recupero. E per gestire efficacemente il planning delle risorse è fondamentale che le Risorse Umane collaborino pienamente con le Business Unit.

 

In conclusione, tutto questo riguarda anche te!

Il futuro del processo di acquisizione e sviluppo dei talenti è incentrato sullo sviluppo del personale e sul miglioramento dell’esperienza dei professionisti, durante l’intero ciclo di vita lavorativo, dall’assunzione a tutto il percorso di carriera. E dunque è fondamentale, per passare di livello, che ti senta coinvolto in queste tematiche, sia che tu faccia parte dell’HR, o che tu abbia la responsabilità di un team o di una Business Unit. Pensaci!

 

Coaching per lo sviluppo

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